Viagra Sans Frontières
Il Viagra non si ferma più. Dopo che quest’estate avevamo scoperto che aiuta a mantenere in ordine gli orologi biologici ed è quindi ottimo per contrastare gli effetti del jet lag, eccone subito un’altra: l’assunzione di sildenafil è connessa a livelli di più alti.
L’ossitocina è nota come ormone dell’amore e dell’eccitazione sessuale, ma non solo: è coinvolta nelle contrazioni uterine, nello stimolo delle cellule dei dotti lattiferi della mammella e, secondo alcuni, connessa con la capacità di stabilire forti legami affettivi, come quelli parentali.
Il Viagra si è insomma piazzato in mezzo ad una rete di meccanismi a cui finora non si era affatto pensato. L’uso per cui finora era stato prescritto, il trattamento della disfunzione erettile, è il risultato di un’inibizione della fosfodiesterase 5, che induce una contrazione della muscolatura liscia dei corpi cavernosi del pene non permettendo il ristagno di sangue che lo avrebbe reso arzillo. Levato il freno, il nostro riacquista un’insperata vitalità.
La fosfodiesterase 5, però, non è solo coinvolta nelle tristi vicende falliche, ma anche nella regolazione dei livelli di ossitocina. Anche in questo caso la pillola blu placcando il placcatore dà via libera all’ala. Stiamo tranquilli, però, fa notare Meyer Jackson, uno dei ricercatori della UW-Madison School of Medicine and Public Health, «i farmaci per la disfunzione erettile non inducono erezioni spontanee: migliorano soltanto la risposta agli stimoli sessuali. Nello stesso modo a seguito dell’assunzione di sildenafil, l’ossitocina non viene rilasciata dall’ipofisi automaticamente, ma solo in presenza di stimoli».
Antonino Michienzi













